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Fisco e società nei passaggi chiave.

Analisi operative su norme, adempimenti e scelte societarie che incidono sulla gestione dell'impresa e sulla protezione delle decisioni.

Certificazione Unica 2026: scadenze, novita e sanzioni

La Certificazione Unica 2026 serve ad attestare i redditi corrisposti nel 2025: lavoro dipendente e assimilato, lavoro autonomo, provvigioni, redditi diversi e dati previdenziali, assistenziali e assicurativi. L'adempimento riguarda i sostituti d'imposta e resta centrale nella gestione annuale dei rapporti con dipendenti, collaboratori e professionisti.

Per il 2026 la circolare evidenziava due novita operative: lo spostamento al 30 aprile del termine per l'invio delle certificazioni relative a redditi di lavoro autonomo abituale e provvigioni, e l'esonero dall'invio della CU per i compensi corrisposti a soggetti in regime forfettario o dei minimi dal 1 gennaio 2025.

Per le certificazioni diverse da quelle relative agli autonomi abituali, il termine ordinario di trasmissione all'Agenzia delle Entrate e di consegna al percipiente era fissato al 16 marzo 2026. Resta invece al 31 ottobre il termine per certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite precompilata.

Il mancato o tardivo invio comporta una sanzione di 100 euro per ogni certificazione, con massimo di 50.000 euro. Se la correzione avviene entro 60 giorni, la sanzione scende a 33,33 euro per certificazione, con massimo di 20.000 euro. L'Agenzia delle Entrate ha inoltre ammesso il ricorso al ravvedimento operoso.

Il controllo pratico da fare e distinguere correttamente le certificazioni: dipendenti e assimilati, autonomi, provvigioni, redditi esenti, forfettari e minimi. Una classificazione errata puo portare a invii inutili, omissioni o scadenze trattate in modo sbagliato.

Tema: CU / Dichiarazioni